Busto a Sinistra

uguaglianza, salute, ambiente, partecipazione, trasparenza

Diamo una casa a chi ne ha bisogno

… prosegue la pubblicazione del nostro programma… scarica il testo completo dalla pagina dedicata

9) Politiche abitative

La domanda di case popolari supera di gran lunga l’offerta. Nel 2014-2015, prima dell’ultimo rinnovo delle graduatorie, sono stati assegnati 68 alloggi a fronte di 287 richieste. ALER e comune dispongono complessivamente di 139 alloggi non utilizzabili.
Occorre quindi pianificare gli interventi in modo da rendere disponibili tutti gli alloggi, e procedere al risanamento energetico delle case popolari, anche per dar luogo nel tempo a una diminuzione delle spese a carico degli inquilini.

Più in generale occorre individuare le strategie per fare in modo che il patrimonio abitativo privato inutilizzato o inutilizzabile possa essere messo a disposizione (senza necessità di costruire nuovi edifici) di chi ha bisogno di una casa, a prezzi accessibili, canoni calmierati, prevedendo che una quota sia destinata al social housing temporaneo come risposta, per esempio, all’emergenza sfratti. Fermo restando il valore sociale e umano della sussidiarietà orizzontale, l’ente comunale non può delegare in toto ad associazioni o parrocchie o cittadini organizzati il compito di offrire un tetto a chi non ce l’ha. Attualmente, anche per ammissione dello stesso assessorato ai servizi sociali, le risorse a disposizione sono insufficienti e vanno perciò recuperate a partire da una ricognizione di spese inutili o superflue.

Operativamente BaS propone di:

  • creare un osservatorio permanente per monitorare i bisogni e le problematiche relative alle politiche abitative;
  • promuovere il coordinamento tra l’intervento pubblico e l’iniziativa privata per offrire alloggi a canoni calmierati in modo particolare per anziani, giovani coppie, famiglie in gravi difficoltà, immigrati; occorre quindi una politica fiscale che faciliti gli accordi con i proprietari per agevolare le locazioni, riportando sul mercato i numerosi alloggi sfitti;
  • avviare un rapporto costruttivo con ALER, contribuendo ai fondi di solidarietà (alla somma versata dal comune si aggiungerebbe una somma equivalente a carico di ALER) per dare risposte al fenomeno della morosità, e rivedendo le aliquote IMU sull’edilizia popolare per liberare le risorse necessarie a ristrutturare, anche dal punto di vista energetico, il patrimonio edilizio pubblico, riducendo di conseguenza il peso delle spese condominiali;
  • utilizzare al meglio i fondi regionali per la morosità, aiutando i cittadini nelle richieste di sostegno, facilitando le pratiche burocratiche

Per questo è necessario innanzitutto formare operatori preparati al loro ruolo, anche nell’ambito della comunicazione.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 maggio 2016 da in Programma elettorale con tag , , .
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