Busto a Sinistra

uguaglianza, salute, ambiente, partecipazione, trasparenza

Presentazione del programma di BaS

Pubblichiamo la traccia di presentazione del programma del candidato sindaco Alberto Rossi, illustrata in occasione della conferenza stampa di giovedì 14 aprile 2016


Vogliamo che Busto Arsizio diventi un grande laboratorio di sperimentazione e realizzazione della necessaria transizione ecologica, che includa la dimensione economico-sociale,  finalizzata a:
– risanamento ambientale (amianto, aria, acqua, suolo, salute umana, riduzione e riciclo dei rifiuti, definitivo e certo spegnimento dell’inceneritore);
– vivibilità urbana (servizi, aree verdi, mobilità sostenibile);
– creazione di nuove opportunità lavorative (per es. riciclerie a livello di quartiere, laboratori di riuso e la riparazione di beni ancora utilizzabili, risanamento energetico degli edifici, energie rinnovabili, ecc.);
– attenuazione del disagio sociale ed economico determinato dalle politiche neoliberiste sposate dall’attuale governo Renzi (vedi jobs act);
– mettere a disposizione come beni comuni gli edifici pubblici in disuso o inutilizzabili, realizzando la sussidiarietà orizzontale, non sostitutiva ma complementare all’erogazione di servizi pubblici; occorre dare corpo alle previsioni dell’art. 3 della Costituzione Italiana: “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“.
– promuovere coraggiose politiche di accoglienza dei nuovi cittadini; progettare e realizzare (in sinergia con scuole, associazioni, ecc.) attività interculturali.

Affinché il percorso delineato abbia efficacia, occorre favorire e sostenere la partecipazione dei cittadini alle decisioni in almeno due ambiti:
– bilancio partecipativo;
– partecipazione a processi di Valutazione Ambientale di Piani (Piano del Governo del Territorio, Piano Energetico Comunale, Piano Urbano del Traffico, ecc.)
I piani devono diventare strumenti per disegnare il futuro della città nell’ottica della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Per esempio, un piano di risanamento energetico degli edifici pubblici può portare a: opportunità lavorative, risparmi futuri di spese correnti, liberazione di risorse da utilizzare in ambito culturale, sociale, ecc… Il risanamento energetico delle caso popolari può portare, oltre che benefici ambientali, risparmio per gli inquilini.
Occorre avviare il monitoraggio del Piano del Governo Territorio (PGT), per procedere a una sua rapida revisione. Il PGT attuale è piegato alla logica della speculazione finanziaria ed edilizia, del consumo di suolo, della sottrazione di aree a servizi. E’ una magra consolazione il fatto che sia rimasto praticamente inattuato. Occorre invece promuovere politiche per:
– realizzare i servizi necessari, a partire dalla aree verdi.
– fare in modo che il patrimonio abitativo inutilizzato o inutilizzabile possa essere messo a disposizione (senza necessità di costruire nuovi edifici) di chi non dispone di una casa, a prezzi accessibili, canoni calmierati, prevedendo che una quota sia destinata al social housing temporaneo.

Nell’attuale situazione di emergenza, va fatta una ricognizione degli sprechi e delle spese superflue o non prioritarie nei bilanci comunali e delle partecipate per destinare le già esigue risorse ai servizi sociali, in particolare per il sostegno alle famiglie in difficoltà economica e per azioni di prevenzione del manifestarsi di situazioni di disagio sociale.
Le partecipate devono essere funzionali all’erogazione dei servizi sulla base degli obiettivi dell’amministrazione e non feudi per la coltivazione di clientele.
Gli oneri di urbanizzazione vanno destinati alla realizzazione di opere pubbliche (parchi, arredo  urbano, viabilità protetta, percorsi ciclabili, …) e al miglioramento della qualità edilizia sotto l’aspetto energetico, in primis degli edifici pubblici.
Proponiamo un sistema fiscale fortemente progressivo: meno tasse sui redditi bassi, più tasse sui redditi alti e attenzione alle famiglie numerose.

Occorre esplorare tutte le possibilità date (per es. “scuole aperte”) per favorire l’utilizzo degli edifici scolastici da parte della cittadinanza, per attività ludiche, culturali e interculturali, di sostegno ai minori, al fine di riconnettere un tessuto sociale in disfacimento.

Occorre fermare e invertire la privatizzazione dei servizi, a partire dai nidi comunali.

Occorre invertire l’attuale logica clientelare nella gestione dei beni pubblici, a partire dalle strutture sportive, e redigere i regolamenti mancanti in modo che l’assegnazione degli spazi risponda alla logica dei diritti e dei bisogni e non dei favori.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 14 aprile 2016 da in Senza categoria con tag .
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