Busto a Sinistra

uguaglianza, salute, ambiente, partecipazione, trasparenza

PII SOCEBA: le osservazioni di BaS

Pubblichiamo le osservazioni di Busto a Sinistra sulla variante al Programma Integrato di Intervento di Piazza Vittorio Emanuele II.

CONVENZIONE URBANISTICA INTEGRATIVA TRA IL COMUNE DI BUSTO ARSIZIO E LA SOCIETÀ SO.CE.BA. S.P.A. PER L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO (P.l.I.) TRA LE VIE SOLFERINO, MONTEBELLO, MARLIANI,P.Z.ZA VITTORIO EMANUELE Il, VIA TETTAMANTI, PIAZZA SAN GIOVANNI E VICOLO DEL MANGANO IN QUARTIERE SAN GIOVANNI”

OSSERVAZIONI/OPPOSIZIONI

Con la presente, in merito all’atto consiliare ed alla documentazione allegata, si intende far presente sinteticamente quanto segue:

IN PREMESSA

Lo spirito civico collettivo: occorre non dimenticare che, in merito alla realizzazione del parcheggio pubblico interrato ed allo spostamento “provvisorio” del Monumento, era stata coinvolta l’intera cittadinanza attraverso un Referendum;

– non esiste pertanto ragione alcuna – visto che per ragioni tecniche il parcheggio non verrà più realizzato – perché questo modello di partecipazione allargata non debba essere ancora attivato, per esempio sotto forma di indizione di concorsi pubblici;

– Il trasferimento del Monumento era individuato come “provvisorio”: dovrebbe essere riposizionato al centro della nuova Piazza, sia per ragioni storiche, sia di memoria emblematica (i costi di tale operazione devono essere a carico dell’operatore privato) ;

Il Verbale di Consiglio Comunale del 26.11.2015 indica che, in sostituzione del previsto parcheggio interrato, l’operatore privato debba intervenire così:

–  “possibilità di recuperare a funzioni pubbliche immobili comunali di pregio storico e architettonico, da tempo in disuso, che i limiti di spesa imposti ai comuni dalle vigenti normative e la carenza di risorse rischiano di consegnare ad un definitivo e inesorabile degrado”;

E che:

– “le opere da realizzare in sostituzione dell’autorimessa interrata, individuate secondo i criteri sopra esposti, debbano essere le seguenti:

A) Riqualificazione e arredo urbano di Piazza Vittorio Emanuele Il – Opere aggiuntive;

B) Recupero di Casa Canavesi Bossi detta “il Conventino” – Opere strutturali;

C) Interventi di restauro e recupero dell’edificio denominato “ex Carcere” sito in via Borroni;

D) Riqualificazione e pavimentazione delle vie Mons. Tettamanti, Borroni e del percorso di connessione ciclo-pedonale di Piazza Vittorio Emanuele Il con il parcheggio pubblico di Vicolo Landriani.

In merito si fa osservare:

INDICAZIONI GENERALI

– Si ritiene urbanisticamente positiva la mancata realizzazione del parcheggio interrato in piazza Vittorio Emanuele Il, fondamentalmente perché – se realizzato avrebbe immesso un elevato traffico veicolare in una zona a vocazione eminentemente pedonale;

– Si ritiene che le ragioni tecniche addotte per non eseguire le murature di bentonite in prossimità degli edifici storici avrebbero dovuto essere analizzate preventivamente. Tale carenza progettuale comporta che i costi reali diretti e indiretti derivati dall’occupazione dell’intera piazza dal 2010 (quindi la sottrazione alla collettività di uno spazio di alto valore emozionale) così come i danni conseguenti al ripristino dello spazio della piazza, debbano addebitarsi in toto alla società costruttrice;

– Si nutrono molti dubbi sulla scelta delle opere sostitutive (recupero ex Carcere e Conventino), senza aver preliminarmente definito una chiara finalizzazione funzionale degli stessi;

– Si ritiene preferibile che l’operatore privato versi interamente gli importi dovuti all’Amministrazione comunale – a seguito della mancata realizzazione del parcheggio – e che l’Amministrazione provveda, tramite l’indizione di regolari procedure concorsuali, all’appalto dei singoli interventi, previe progettazioni esecutive degli stessi;

– tale soluzione proposta permetterà un migliore controllo economico delle operazioni da parte dell’Amministrazione e garantirà contemporaneamente una più varia ed esaustiva gamma di proposte progettuali su aree urbane e manufatti architettonici che risultano di notevole interesse per la collettività;

– Si ritiene inoltre che gli interventi debbano essere esaminati preventivamente e sottoposti a Parere della Commissione Paesaggio, ai sensi dell’art. 3 comma 2 del Regolamento Consiglio Comunale del 30.03.2015. Tale parere obbligatorio non è presente negli elaborati allegati a quanto in oggetto. Questa mancanza, oltrechè rendere di fatto nullo l’atto, è gravemente lacunoso in quanto mancante di indicazioni qualitative su aree ed immobili di particolare pregio e valore storico per il contesto cittadino.

INDICAZIONI RELATIVE Al SINGOLI COMPARTI DI INTERVENTO

A) Riqualificazione e arredo urbano di Piazza Vittorio Emanuele Il – Opere aggiuntive.

– La “pedonalizzazione della piazza”, indicata come prioritaria, è prevista limitata alla sola porzione frontistante Palazzo Cicogna, lasciando però posti auto sul fronte est e creando una viabilità veicolare a latere:

si ritiene invece fondamentale, vista la posizione, una pedonalizzazione estesa all’intera piazza, salvaguardando la possibilità di accesso ai residenti ed alle attività in essere;

risulterebbe in ogni caso possibile l’approdo al centro pedonale attraverso i vicini parcheggi già esistenti siti in via Borroni e in via Pozzi.

B) Recupero di Caso Conovesi Bossi detto “il Conventino” – Opere strutturali.

– L’importanza di Casa Canavesi Bossi necessita, preventivamente ad ogni intervento, di un adeguato progetto di restauro e recupero e di una verifica dello stato di fatto che possa determinare le valenze e le caratteristiche che dovranno essere mantenute a seguito dell’intervento stesso;

– La documentazione allegata non è infatti né completa né esaustiva relativamente all’analisi né alla proposta progettuale per una rifunzionalizzazione del manufatto storico;

– Negli scorsi anni sono stati effettuati studi, proposte ed un concorso pubblico che pare non siano stati nemmeno considerati nello sviluppo del progetto e che meriterebbe di essere attentamente analizzati;

– Il documento “B09 – Stima sommaria dei lavori” indica i soli importi delle lavorazioni e delle opere previste ma non risultano allegati i documenti di calcolo degli stessi che ne consentano una verifica quantitativa e qualitativa;

– La “Relazione illustrativa (All. B.01)” fa inoltre riferimento in più punti ad un “progetto preliminare” di cui non si riscontra alcuna traccia nella documentazione allegata: di cosa si tratta?

C) Interventi di restauro e recupero dell’edificio denominato “ex Carcere” sito in via Borroni.

– L’importanza delle ex Carceri necessita, preventivamente ad ogni intervento, di un adeguato progetto di restauro e recupero e di una verifica dello stato di fatto che possa determinare le valenze e le caratteristiche che dovranno essere mantenute a seguito dell’intervento stesso;

– La documentazione allegata non è infatti né completa né esaustiva relativamente all’analisi né alla proposta progettuale per una rifunzionalizzazione del manufatto storico;

– Negli scorsi anni sono stati effettuati studi e proposte che pare non siano stati nemmeno considerati nello sviluppo del progetto e che meriterebbe di essere attentamente analizzati;

– Nella relazione si riporta che “All’interno saranno mantenute le volte del soffitto realizzate con mattoni pieni, mentre si dovrà procedere con una ridefinizione degli spazi interni, che renderà necessario abbattere parte delle pareti esistenti, per offrire ai fruitori spazi più ampi e confortevoli e realizzare i blocchi bagni”: si ritiene che tali demolizioni, effettuate sommariamente senza un preciso rilievo e analisi – anche mediante saggi sulle murature – cancellerebbero sicuramente tracce di interesse storico {e quindi da conservare) relative all’immobile in oggetto (graffiti, tracce delle attività un tempo insediate, etc.).

– Si ritiene che il progetto, che prevede fra l’altro modifiche rilevanti al fronte nord con l’inserimento del blocco scala ed ascensore (sono compatibili con l’immobile?) debba essere sottoposto alla Soprintendenza ed agli organi competenti per la verifica della compatibilità con l’ esistente, oltre ad essere oggetto di pubblico concorso;

– Il documento “C01 – Relazione tecnico storico illustrativa e Quadro economico” indica in modo estremamente sintetico ed inadeguato i costi per la ristrutturazione dell’immobile e delle aree esterne (valutati solo sommariamente a mq.!) ma, oltre a non essere minimamente esaustivi, non risultano allegati i documenti di calcolo degli stessi che ne consentano la verifica.

D) Riqualificazione e pavimentazione delle vie Mons. Tettamanti, Borroni e del percorso di connessione ciclo-pedonale di Piazza Vittorio Emanuele Il con il parcheggio pubblico di Vicolo Landriani.

– Pare un’idea poco sostenibile, tenuto conto dell’importanza della pedonalizzazione prevista che introduce ad una zona protetta, pedonale, del silenzio, della storia. Si ritiene necessaria l’indizione preliminare di un concorso di idee pubblico.

– Secondo la vigente Convenzione la manutenzione straordinaria delle aree di uso pubblico interne al Programma integrato di intervento era prevista per sempre a carico dell’operatore privato, mentre con la nuova Convenzione (In terzo luogo, art. 2, comma 4) si prevede che, dopo tre anni dalla data di consegna al Comune delle opere ed attrezzature incluse nell’area stessa, la manutenzione passi in carico al Comune stesso (condizione più svantaggioso); si richiede pertanto la conferma delle previsioni della vigente Convenzione.

– Le percorrenze pedonali dovrebbero essere accessibili 24 ore su 24; perciò il comma 5 dell’art. 2 dell”‘ln terzo luogo” della Convenzione urbanistica integrativa dovrebbe essere riformulato in modo che sia garantito l’accesso pedonale alle aree pubbliche e di uso pubblico in ogni momento.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 gennaio 2016 da in Senza categoria.
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